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Scirocco 2016

08|07
Parco delle Terme di Levico

Un pianoforte nel cuore del parco, tra le luci cangianti della sera e il respiro profondo degli alberi. Un concerto dedicato al perdersi e ritrovarsi nella Natura Venerdì 8 luglio, ore 21.15. Ingresso libero.
 
A piano in the middle of the park, amidst the changing light of dusk and the deep breathing of trees. Friday, 8 July, 9:15PM. Free entrance.

Francesca Aste, pianoforte 

"Shall I go walk the woods so wild, and wandering, wandering, here and there"
(testo anonimo da canzone popolare inglese, 15° secolo)

Un programma da concerto dedicato alla musica inglese del '600 e del '900, con un forte presenza del linguaggio popolare e tradizionale. Una ricerca di inattualità che riconosce nelle composizioni del passato la potenza di parlarci oggi di ciò che siamo. Una freccia del tempo che si snoda attraverso un programma di musiche tonali, lontane dalle avanguardie del '900, per una scelta consapevole. La musica popolare attraversa in modi diversi le composizioni di Byrd, Skempton e Cardew stabilendo una compresenza tematica e linguistica in questo viaggio nel tempo.

L'inattualità diviene una lente attraverso cui leggere il presente, una prospettiva critica alla stessa contemporaneità.

 
Programma:
 
William Byrd The Woods so Wild (1590) (dur. 10')
Byrd attinge a una canzone popolare inglese, il testo, anonmio, recita"Shall I go walk the woods so wild, and wandering, wandering, here and there". Tema e variazioni composte da Byrd per il virginale, antenato del pianoforte, costruite sul modo Lidio, che evoca sonorità pastorali. Lo stupore e la meraviglia dell'uomo di trovarsi immersi a vagare nella Natura, rimangono invariate nei secoli. Ogni variazione fa risuonare dentro di noi il tema: sempre uguale e sempre diverso, come ognuno di noi quando contempla la natura. "Una rondine è passata nel cielo. Le fronde degli alberi risuonano al vento. Sono ancora lo stesso che ero prima?"

Howard Skempton Weel, well, Cornelius; Image (1989) (dur. 30')
Il tratto pianistico della musica di Skempton è l'essenzailità: la concisione della forma, l'economia armonica. Poche note disegnano la melodia in figure ritmiche che catturano la nostra attenzione. Un post minimalismo di mutevole densità emotiva e mai banale. Pezzi brevi, dal carattere definito da pochi essenziali tratti. Piccole visioni stigmatiche. Emergono quà e là melodie dal tratto popolare: motivi semplici, canzoni, inni e canti di lotta. Skempton è stato compagno di strada di Cornelius Cardew, dalla Sckretch Orchestra all'impegno politico dell'Inghilterra degli anni '70 e '80.

Cornelius Cardew Father Murphy (da Piano album 1973) (dur. 10')
La musica di Cornelius Cardew segue una parabola originale: da allievo di Stockhausen e protagonista della sperimentazione europea, decide di prendere le distanze del linguaggio dell'avanguardia compositiva degli anni '70 per un ragionamento politico, per ritrovare un legame più profondo con il proprio tempo e la storia attraverso la musica popolare, i linguaggi tradizionali e l'improvvisazione. Trascrive e rielabora molti canti di protesta, inni, canzoni e milita in gruppi di musica sperimentale come gli AMM e la Sckretch Orchestra.

Nico Muhly A Hudson Cycle (2005) (dur. 3')
Grumi di note in un processo dinamico, una massa materica incandescente e in evoluzione. Circolarità messa in movimento dal con-fligere dell'impulso ritmico ternario sovrapposto al binario. Qua e là il ritmo sembra avere degli intoppi, impercettibili interruzioni di continuità, scarti, apnee, inciampi-enfatizzati dalla stessa forza della percezione di un baricentro che continua a pulsare incessantemente. Il finale va asciugandosi, resta una sola nota a pulsare, ma la tensione ritmica, data da un contrappunto ritmico ormai non più evidente, rimane comunque presente nella nostra percezione. Il brano di Nico Muhly è dedicato al sentimento della perdita di un affetto caro.

 

Il concerto è dedicato a Roberto Paredes Xochipa