Proseguendo nella navigazione si accetta l’uso dei cookie.

Menu
Loading…
  • 0
A+ A A-

Effetto festival 2015-2016
Mondovisioni - I documentari di Internazionale

Martedì 2 febbraio ore 20.45
Teatro comunale di Pergine

Gloria è una dei 700mila spagnoli che hanno lasciato il loro paese a partire dalla crisi finanziaria, e una dei 20mila stabilitisi a Edimburgo, dove ha dato vita al progetto “Ni Perdidos Ni Callados” (Né persi né azzittiti) per dar voce alla condizione dei migranti nella capitale scozzese. La regista Iciar Bollaín ha assistito a quella che si è rivelata la creazione di un'opera d'arte collettiva, e ha raccolto storie comuni o straordinarie, incoraggianti o sconfortanti, per raccontare la migrazione interna europea verso il nord del continente.

Regia di Iciar Bollaín
Spagna 2014, 73'
Spagnolo e inglese con sottotitoli in italiano
Documentario
Ingresso: 5 euro

Regista di Tambien la lluvia e compagna di Paul Laverty (sceneggiatore abituale di Ken Loach, nonché di Tambien la lluvia), ha vissuto a lungo a Edimburgo.

«Il documentario veicola un senso di maggiore immediatezza e offre maggiore flessibilità nelle riprese, per questo ho deciso di fare di En tierra extraña un documentario. Racconta di un processo migratorio in continua evoluzione e volevo che anche il film fosse così in divenire. Con i film a soggetto, una volta che hai scritto la sceneggiatura, la storia è quella, mentre col documentario continui a scrivere fino all’ultimo minuto del montaggio. Ecco, volevo una cosa così, in evoluzione come il panorama politico spagnolo degli ultimi mesi. E poi volevo provare a cambiare genere, a liberarmi per una volta dai vincoli del cinema di finzione per provare a raccontare una storia in un altro modo.

La maggior parte degli intervistati sono trentenni laureati con lavori instabili, ma questi sono realmente la maggior parte degli emigrati spagnoli, non solo a Edimburgo. È terribile, per loro e per il nostro paese. Credo sia molto facile sottostimare il senso di frustrazione che sperimentano coloro che sono costretti a lasciare il loro paese. Forse perché vivono in belle città come Edimburgo, ma la maggior parte di loro hanno lavori e situazioni familiari instabili, contro la loro volontà.

Spero che questo film possa dare un doppio contributo. Da un lato che faccia sentire quanto sia sottile il confine tra emigrazione e immigrazione. La Spagna è stata per secoli un paese di grande emigrazione. Poi, a partire dagli ’80 è diventata un paese di grande immigrazione, spesso da quegli stessi paesi che erano stati le sue colonie. Infine ora molti di noi sono stati costretti nuovamente a emigrare. Tutto sommato qui in Scozia si sono sentiti ben accolti, pur sapendo che in Spagna gli stranieri non sono accolti così bene.

L’altro contributo che spero questo film possa dare riguarda il cambiamento. In questi ultimi anni il popolo spagnolo è diventato più attivo di quanto non sia mai stato. Il movimento degli indignados, del quinze de mayo e in generale la crisi, ha portato una forte consapevolezza che l’unico modo per far cambiare le cose è cambiarle, farsi sentire, non aspettare che siano i politici e la classe dirigente a prendere l’iniziativa, perché questo non succederà. Anche la storia di Gloria va in questa direzione. Anche lei, quando l’ho conosciuta, aveva solo delle idee e sotto i nostri occhi le ha sviluppate creando Ni perdidos ni callados. Spero che molti altri facciano lo stesso, perché è l’unico modo in cui le cose potranno cambiare.

http://www.edinburghspanishfilmfestival.com/entrevista-con-iciar-bollain-directora-de-en-tierra-extrana/