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martedì 10 febbraio 2015 ore 20.45
Teatro comunale di Pergine

Effetto festival
Mondovisioni - I documentari di Internazionale

regia di Mark Grieco
documentario, Colombia/Stati Uniti, 2014, 87 minuti
Se la Colombia è al centro della rinnovata corsa globale all’oro, allora Marmato, antico villaggio minerario con oltre 500 anni di storia, è la nuova frontiera.
Nella montagna su cui è abbarbicato si stima siano sepolti 20 miliardi di dollari in oro, e gli 8000 abitanti rischiano di essere trasferiti per fare spazio a una gigantesca miniera a cielo aperto. Il film documenta i 6 anni durante i quali hanno resistito alla multinazionale mineraria canadese che d’accordo con il governo punta al tesoro nascosto sotto le loro case.

Ingresso €5 (€2 per tessera annuale)
Abbonamento studenti a 10 film €10 (€2 per tessera annuale)
Abbonamento intero a 10 film €25 (€2 per tessera annuale)

Intervista a Mark Grieco

Al suo primo lungometraggio, Mark Grieco è un filmmaker indipendente e un fotoreporter particolarmente interessato ai diritti umani e alla giustizia nell’economia globale.

«Come avete visto il film è su un villaggio minerario vecchio di 500 anni nella Colombia rurale, che affronta una compagnia mineraria canadese interessata ai 20 miliardi di dollari in oro sepolti sotto le loro case.

In realtà il film è un ritratto molto intimo degli abitanti del villaggio impegnati a vivere una situazione molto complessa che deciderà del loro futuro. Girato nel corso di 6 anni, il film è una testimonianza da molteplici prospettive, incluse quelle dei rappresentanti della compagnia mineraria canadese su cosa sia il “progresso”, che ne trarrà beneficio e chi no. È la cronaca degli inizi di un processo di appropriazione e di come una comunità umana possa resistere al cambiamento.

La più grande sfida girare questo film è stato vivere da solo a Marmato per quasi 5 anni e mezzo. Lavorare in questo modo mi ha dato accesso a situazioni che neanche una troupe piccolissima avrebbe potuto avere. Ma è anche il modo più rischioso di fare un film in Colombia. In ogni caso, al di là del rischio di girare in miniera e di un tema così scottante, la cosa più difficile è stata conquistare la fiducia delle persone, per avere accesso alle loro vite e rappresentarle con l’intimità e l’onestà che meritano.

Non so bene quali film mi abbiano influenzato. Nel campo documentaristico sono un grande fan di Herzog e James Longley [An Inconvenient Truth con Al Gore e altri documentari ambientati in Palestina e Iraq]. Un film che mi ha realmente aperto gli occhi sulle potenzialità del documentario è stato Cannibal Tours, di Dennis O’Rourke [un film sul turismo di massa in Australia].

Ho comprato una telecamera digitale nel 2007, prima di trasferirmi in Colombia per cominciare la produzione. La telecamera è sopravvissuta per tutti e sei gli anni a temperature altissime, altissima umidità in miniera, riprese aeree appesa a un cavo d’acciaio appeso a decine di metri da terra. Più di una volta mi è perfino caduta giù da una montagna.

Il film è stato prodotto grazie al crowdfunding. Su Kickstarter abbiamo raccolto circa 50mila dollari.

Ciò che spero da questo film è che il pubblico possa immedesimarsi in ciascuno dei protagonisti, a prescindere dalle convinzioni su chi abbia ragione e chi torto. Spero che ogni spettatore possa immaginarsi in quella situazione così complessa, che si domandi come reagirebbe. Ma spero anche che ogni spettatore faccia una vera esperienza cinematografica, che rifletta su come ho rappresentato il mondo pittoresco delle miniere, del villaggio, dei panorami e della gente della Colombia.

Parlando di futuro, al momento sto lavorando a una sceneggiatura per un film su un road trip in Sudamerica. Sto anche portando avanti il progetto di un documentario di geografia culturale su tre incredibili leader indigeni la cui influenza si espande su due continenti.

indiewire.com